Dec 3, 2018

Due righe sul QE

Breve risposta ad alcune domande sul QE da parte di studenti MBA.

Il QE è stata una risposta della BCE alla sostanziale crisi di fiducia che si era creata nel mercato interbancario: in sostanza le banche non si prestavano i soldi tra loro. Il tasso di interesse era già prossimo allo zero, per cui non si poteva manovrare ulteriormente in quel senso. Con il QE la BCE ha in primo luogo iniziato ad accettare come collaterale titoli a più lunga scadenza e titoli relativamente più rischiosi. Questo per cercare di avere sostanzialmente due effetti: i) immettere liquidità; ii) ripristinare la fiducia nel mercato interbancario, mostrandosi essa stessa disposta in qualche modo ad agire da prestatore di ultima istanza. Questo ha funzionato ed ha probabilmente evitato che la crisi fosse peggiore di quanto è stata. Una questione sollevata riguarda in che misura il QE si sia poi trasmesso all'economia reale. Una prima risposta è poco, e da questo punto di vista potremmo dire che la politica ha funzionato in misura limitata. Una risposta più articolata è però che il QE serviva innanzitutto per ripristinare la fiducia nel mercato interbancario e non per avere effetti diretti sull'economia reale, e da questo punto di vista è successo esattamente quello che ci si aspetterebbe. Qui bisogna ricordare che il mandato della BCE riguarda esclusivamente l'inflazione. Vanno lette in questo senso le parole di Draghi: la BCE si occupa di questioni monetarie, gli investimenti rispondono sì ai tassi di interesse - che però sono già bassissimi - ma anche alle aspettative di imprenditori e imprese, e alle opportunità economiche. In altre parole la BCE sta tenendo basso il costo degli investimenti, ma forse nell'economia reale non ci sono opportunità di investimento. Queste derivano in primo luogo dalla solidità del sistema economico per cui le riforme strutturali sono necessarie a creare le condizioni sotto le quali le imprese possano ritenere vantaggioso tornare a investire e sfruttare il basso costo del denaro.
Se ciò sia giusto o meno, se sia stata la politica giusta, se si poteva fare di meglio, non è facile dirlo; ma credo che sia una comunque un'interpretazione sotanzialmente corretta di quello che è successo.

Nov 28, 2018

Er bagarino 2.0

Negli ultimi anni ci sono stati casi clamorosi di bagarinaggio 2.0, cioè incetta di biglietti presso i rivenditori ufficiali, sfruttando software per l'acquisto di massa, e vendita sul mercato secondario a prezzi aumentati. Lasciamo da parte le questioni legali. Concentriamoci sull'economia del fenomeno. Che cosa fanno i bagarini? Quali sono le conseguenze del bagarinaggio? È giusto o è sbagliato?

Domande che probabilmente sono venute in mente a molti e che a giudicare dal tenore del dibattito in Italia, incentrato sulla legalità o meno e sul danno ai consumatori e ai rivenditori ufficiali, pochi riescono ad affrontare in maniera logica e con un ragionamento economico coerente.

In realtà per una prima analisi della questione non servono grandi strumenti analitici, basta ragionare in termini di domanda e offerta, purché si conoscano un minimo questi concetti e si abbia chiaro in mente come funziona un mercato (e per esperienza non lo darei per scontato).


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