Jun 27, 2011

Censura Agcom?

Sembra che l'argomento della proprietà intellettuale sia molto caldo al momento, o forse sono io che mi sto interessando alla questione. In ogni caso visti gli ultimi miei post, mi sembra doveroso segnalare questa campagna su Sito non raggiungibile, promossa da Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio e Studio Legale Sarzana.
(l'audio è un po' fastidioso, consiglio di abbasare il volume)

La campagna riguarda la recente delibera 668/2010 dell'Agcom su un sistema per controllare e censusare, anche in maniera automatica, i contenuti o i siti internet, anche esteri, che violerebbero diritti d'autore. Non sono entrato nei dettagli e non posso dare un giudizio completo sulla questione, per cui mi limito a rimandare ad alcuni articoli/post e a fare qualche breve commento.

Link:
Tutti contro la delibera Agcom
Sul regolamento Agcom andrei piano con l'ottimismo
"Potremmo chiedere a degli amici cinesi di prestarci un proxy server per aggirare la censura in Italia" 
6 luglio, muore il web italiano
La censura del futuro e i censurati son tranquilli
Se l'Agcom censura il web

Nell'Allegato B della delibera, a pagina 13, si legge:
Un’adeguata protezione dei diritti di proprietà intellettuale è decisiva per la salvaguardia e lo sviluppo della creatività: e ciò non solo nell’interesse (privatistico) degli autori, ma anche in quello (pubblicistico) dei consumatori/utenti.

L'Agcom sembra comprendere che il fine ultimo è di tipo sociale, ovvero lo sviluppo della creatività e la diffuzione della conoscenza, eppure cade negli errori comuni discussi nel mio ultimo post. In particolare qui si cita una "adeguata protezione", la misura della quale è totalmente sconosciuta, anzi è incerto il fatto che l'esistenza della proprietà intellettuale sia sempre un bene; e si afferma che essa è "decisiva" sulla base di una credenza o un qualche ragionamento, senza avvertire l'esigenza di dare un'occhiata ai dati.
Che questa frase sia espressa dall'autorità garante delle comunicazioni, ovvero che l'autorità non ritenga necessario esprimersi secondo una logica solida basata su dati concreti mi sembra qualcosa che potrebbe facilmente scivolare verso l'arbitrio, se non verso il capriccio e l'abuso. La frase, per quanto non esplicitamente, lascia trasparire l'idea che l'attuale protezione sia inadeguata e che siccome la protezione è decisiva, allora è necessario incrementarne l'intensità; tutto questo viene posto come se fosse pacifico ed incontrovertibile, quando in realtà non lo è affatto. E le intenzioni stesse dell'autorità sembrano "buone" e volte all'interesse sociale...

Ma mi fermo qui per evitare di dire stupidaggini, ricordando la legge di Godwin:

As an online discussion grows longer, the probability of a comparison involving Nazis or Hitler approaches 1

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